AMBIENTE. LA BELLEZZA SOGNATA

Desiderare e sognare un ambiente sano e a misura d’uomo, bello e ricco di frutti da condividere è ciò che tutti immaginiamo per noi e per le generazioni future. Abbiamo davvero la responsabilità di conoscere bene quello che ci circonda. Abbiamo il compito di guardare alle risorse e ai limiti e mettere mano ad entrambi. Preoccupiamoci di rendere migliore la nostra casa comune e di lasciare la migliore eredità che possiamo.

Il risveglio delle coscienze

Come non attivarsi su temi così cari alla salute e alla salvaguardia della vita. Occorre dare il buon esempio, ciò che ci mette talvolta in contatto con questa realtà di attivismo e ci permette di conoscere persone semplici ma cosi determinanti sono purtroppo esperienze vissute dolorose e traumatiche che ci costringono a guardarci intorno e più in profondità. Tra i tanti esempi che mi vengono alla mente ricordo la commovente storia della giornalista Nadia Toffa che non aveva mai affrontato cosi profondamente la problematica della salute collegata all’avvelenamento dell’ambiente fin quando è stata attraversata da un’esperienza così dura. Don Maurizio Patriciello parroco di Caivano, la accolse in Chiesa nel giorno del saluto e fu lei a volerlo perché simbolo della lotta in Terra dei Fuochi. Disse di lei ” era dalla parte dei deboli e ha fatto del suo lavoro una missione “.

Perché scegliere di fare la differenza

Spesso siamo sopraffatti da sentimenti di incapacità o di impossibilità a svolgere un ruolo attivo e da protagonista nella tutela dell’ambiente e della nostra salute o pensiamo che il nostro contributo sia poco rilevante. Eppure a tal proposito mi piace ricordare le parole della giovane attivista la quale si è battuta per sensibilizzare la coscienza ambientalista dei potenti della terra esprimendosi all’ONU al vertice tenutosi a Katowice con queste parole: “Il mio nome è Greta Thunberg, ho quindici anni e vengo dalla Svezia. Parlo per conto di Climate Justice Now. Molte persone dicono che la Svezia è solo un piccolo paese e non importa quel che facciamo. Ma ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza “. La mia personale esperienza riguarda la perdita di mia nipote di soli undici anni, scomparsa in poco più di tre mesi a causa di una patologia oncologica molto severa. Il suo caso nella casistica anatomopatologica della letteratura mondiale riportava solo altri due casi con le stesse caratteristiche. L’avvelenamento delle nostre terre potrebbe aver contribuito al generarsi di un male troppo aggressivo e tipico dell’età avanzata. Così mi sono messa alla ricerca di realtà di gruppi di cittadinanza attiva che operassero al fine di salvaguardare la salute e l’ambiente. In qualche modo volevo “fare qualcosa “…

Il Clan della Speranza come ricerca del buon esempio

Ho così scoperto tantissime realtà di associazionismo e di comitati o movimenti di cittadini impegnati sul territorio. Tra tutte mi ha molto colpito la “Rete di cittadinanza e comunità “. Ho seguito le loro riunioni per un anno circa e partecipato attivamente ad alcune delle loro innumerevoli iniziative, fanno parte della rete molte associazioni e comitati del territorio, si sono sempre occupati di denuncia del biocidio e tutela della salute e dell’ambiente. Accolgono e promuovono tutte le istanze sul territorio lavorando insieme in rete. Hanno voluto fortemente il “Progetto Veritas” una ricerca, autofinanziata, che attraverso l’analisi di biomarcatori ha ricercato un rapporto causa-effetto tra inquinamento ambientale e patologie oncologiche in Terra dei Fuochi. Al di là delle valide e nobili iniziative sono rimasta incantata e ammirata dalle persone incontrate. Tra i tanti ho conosciuto Enzo Tosti portavoce di mille battaglie, Miriam Corongiu che porta avanti con orgoglio e dedizione l’Orto Conviviale, Marzia Caccioppoli che a seguito dell’esperienza dolorosa di perdere un figlio ha dato vita all’Associazione “Noi genitori di tutti “, il Dottor Luigi Costanzo medico che nel suo studio propone il “ticket sospeso “, il professore Tonziello, recentemente scomparso, del quale ho assistito a lezioni magistrali di diritto accessibili a tutti per conoscere le procedure per essere un “cittadino attivo e consapevole “. Tra le ultime conquiste l’affidamento di un bene confiscato alla Camorra a Capodrise trasformato con le loro personali fatiche in luogo utile alla comunità. È a questo che guarda e si ispira il Clan della Speranza promuovendo la tutela della salute e del territorio, puntando al monitoraggio dei territori e delle acque rivendicando la bonifica e la riqualificazione . ” La speranza ci invita a riconoscere che c’è sempre una via d’uscita, che possiamo sempre cambiare rotta, che possiamo sempre fare qualcosa per risolvere i problemi “…(Papa Francesco).

#noivogliamounasperanza

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