La cittadinanza attiva riferita alle dimensioni del “sapere”, del “saper fare” e dell’“essere”.

 Sviluppare la centralità e la partecipazione del cittadino al contesto sociale del proprio ambiente è di vitale importanza  per acquisire un senso di identità e di appartenenza alla propria comunità e per prepararsi a una crescita responsabile e solidale come “cittadino del mondo”.

“Sapere”: conoscere il proprio territorio.

Conoscere il territorio, le sue risorse e le sue componenti ambientali e monumentali. Conoscere diverse culture per arrivare ad una condivisione, negoziazione e integrazione tra culture. Conoscere i diritti e i doveri del cittadino. Conoscere le regole fondamentali per un corretto stile di vita.

Partendo da questi punti si possono realizzare iniziative che mirino alla cura del bene comune.

“Saper fare”: la figura del volontario.

 Il volontariato è la prima forma di cittadinanza attiva che riesce, in qualche modo, a colmare i vuoti mal gestiti dal settore pubblico. Sarebbe auspicabile avere sul territorio volontari disponibili a salvaguardare le strutture dedicate ai bambini, ai disabili molto spesso in difficoltà per la mancanza di giuste strutture o giusta assistenza; a controllare il corretto uso di determinati luoghi per rispettare e valorizzare il territorio nelle sue componenti ambientali e monumentali.

Bisognerebbe attivare azioni di solidarietà nei confronti di chi non può beneficiare del supporto economico, di chi vive un disagio socio-culturale.

“Essere” : proviamo a diventare gli “attori” delle nostre città.

 Sono molte le figure presenti sul territorio sottoforma di associazioni, comitati , movimenti…tutti con l’obbiettivo comune di rendere le proprie città più vivibili.  Come ci si “attiva” per costruire una città a misura d’uomo? Bisogna… essere consapevoli dei bisogni e dei diritti/doveri propri e altrui. Essere sensibili in relazione ai problemi dell’ambiente e del territorio. Essere rispettosi delle culture diverse dalla propria apprezzandone i valori e le tradizioni. Essere attenti a situazioni di disagio per acquisire una mentalità solidale.

 Un esempio di attivismo: il “Comitato di tutela mare e territorio”

 Motivati dalla volontà di salvaguardare il litorale domizio, un gruppo di cittadini decide di dar vita ad un comitato in cui l’unione, la cooperazione, la condivisione e la necessità di far rinascere un territorio “trascurato”, che era il fiore all’occhiello delle nostre coste, li rende attori attivi e portatori di speranza.

#noivogliamounasperanza

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